All’inizio del Novecento il senatore americano Albert Beveridge affermava che “chi domina il Pacifico domina il mondo”: un’affermazione quanto mai attuale se si considera non solo la strategia americana del “Pivot to Asia” ma anche e soprattutto la corrente crisi nordcoreana, lo stato dei rapporti tra le potenze che si affacciano sul grande Oceano e le reciproche ambizioni spesso motivate da ragioni economiche. È solo in questa prospettiva di ampio respiro che si può comprendere la politica avviata dal neo Premier nipponico Shinzo Abe.
Few days after the May 11th election, which constitute a landmark achievement in the history of the Pakistani Democracy, the uncertainty seems taken over the pre-electoral enthusiasm. Even if still unofficially, Newaz Sharif appears to have acquired the majority to form the new government. While many are asking for recounting the votes and denounce irregularities – especially in Karachi, Pakistan’s most populous city -, the western countries (particularly US) are wondering about how Sharif will shape the future of the country.
Nei mesi precedenti e nel corso della campagna elettorale per le elezioni Politiche 2013 tra i diversi temi economici che hanno tenuto banco le spese militari sono state investite da una assai accesa polemica sviluppatasi intorno al programma JSF. Ad alcuni mesi di distanza risulta utile contestualizzare oggettivamente in termini di cifre, programmi ed obiettivi l’intero piano di sviluppo ed investimenti del comparto Difesa. Soprattutto comprendere quali sono gli interessi nazionali e qual è lo status che l’Italia intende assumere nel contesto internazionale, determinerà l’ammontare e la destinazione delle risorse in materia di sicurezza.
Dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale ai nostri giorni, passando per la crisi economica degli anni Settanta, l’UE non ha mai smesso di guardare con attenzione ai fenomeni migratori. Tuttavia, nonostante lo sforzo di Bruxelles di scardinare il muro della diffidenza nei confronti degli immigrati, gli strumenti normativi, il deficit democratico all’interno delle Istituzioni europee e soprattutto l’estremo tentativo degli Stati di mantenere le prerogative sulle politiche migratorie, rendono le azioni dell’Unione Europea piuttosto lente, complesse, farraginose e quindi in ritardo con la necessità di decisioni rapide che il mondo d’oggi richiede.
Il Mediterraneo costituisce una risorsa eccezionale e uno spazio vitale per tre continenti. Per decenni i rapporti tra i Paesi del Mediterraneo sono stati rivolti quasi unicamente allo sviluppo di forti interconnessioni economiche ed energetiche tralasciando, invece, la possibilità di creare uno spazio unico comune di sicurezza e di stabilità politica. La crisi economica prima e le “Primavere Arabe” dopo hanno messo in crisi i tentativi di integrazione euro-mediterranea avviate all’indomani del raggiungimento del mercato unico.
Un detto asiatico recita che un topo accerchiato da una schiera di gatti affamati è sempre il primo a sferrare l’attacco e a morderli. Applicando questo proverbio alla travagliata situazione coreana, il “topo” in questione non è nient’altro che l’audace nuovo Supremo Leader della Corea del Nord, Kim Jong-Un, che ha conquistato le prime pagine di tutto il mondo a furia di morsi contro i principali “gatti” che mettono alla prova la sua posizione di leader maximo: Corea del Sud, Stati Uniti e da ultimo l’alleato cinese. L’ultimo morso è stato il comunicato diramato dallo Stato Maggiore dell’esercito nordcoreano di un possibile attacco nucleare ai danni di Washington e Seoul.
C’è un Paese nel mondo islamico che è stato tra i primi a consentire la parità di genere dei diritti politici e che dal 1918 tende ed aspira, con fasi alterne, caratterizzate da spinte propulsive e lunghe battute di arresto, alla democrazia. L’Azerbaijan, ex Repubblica sovietica, crocevia tra Oriente e Occidente, snodo di culture e flussi migratori, ha affrontato nei secoli, e soprattutto nell’ultimo, diverse difficoltà. Un percorso ad ostacoli che ha portato il Paese a conseguire molte delle istituzioni formali della democrazia, ma che non può dirsi democratico con il significato e il valore, ideale e reale, che in Occidente viene attribuito al termine.
Un Paese ricchissimo di materie prime, famoso per i numerosi giacimenti di diamanti e, probabilmente soprattutto per questo, ancora senza pace. La Repubblica Democratica del Congo, pur non rientrando tra i Paesi prioritari nelle linee guida programmatiche per il triennio 2011/2013 della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, é comunque beneficiaria dal 1982 di ingenti aiuti allo sviluppo. E’ soprattutto di cooperazione che abbiamo parlato con l’Ambasciatore della RDC in Italia, dal 2006, S.E. Albert Tshiseleka Felha.
Per tutta la durata della Guerra Fredda, l’Europa giocò l’importante ruolo di principale alleato strategico degli Stati Uniti. Caduto il Muro di Berlino, l’asse transatlantico perse tali connotati per essere investito del ruolo di perno economico di un ordine liberale in estensione globale. Nel XXI secolo l’Europa è però progressivamente diventata sia strategicamente sia economicamente tanto un partner ed alleato quanto una sfida per gli Stati Uniti. Ora barack Obama lancia la proposta per la creazione di un’ampia Transatlantic Trade and Investment Partnership.